Applicazione nel campo dell'avvolgimento cavi
La cordatrice planetaria si può così schematizzare:

La versione della macchina illustrata ha due gabbie indipendenti, la prima portante sei bobine in un solo rango, la seconda dodici su due ranghi. E' usata per cordare conduttori di rame nudo (trefoli da 16 mmq) per ottenere cavi per trasformatori (di sezione di rame da 600 mmq).
Questa macchina è ideale per cordare a detorsione, senza impartire cioè alcuna torsione ai conduttori, risparmiando loro perciò ogni sollecitazione e conservando tutta la loro qualità.
In un primo passo, con le due gabbie rotanti indipendentemente e in versi opposti, viene ottenuta la sezione 1+6+12, dato che due strati da 6 e da 12 sono deposti in versi opposti sul conduttore centrale; in un secondo, con le due gabbie rotanti in tandem nello stesso verso, viene deposto il terzo strato di 18 conduttori.
Il cavo da 1+6+12+18 così ottenuto è poi sagomato alla sezione desiderata ed infine rivestito con più strati di nastro in carta/cellophane poliestere/rame/alluminio.

Dal punto di vista del motion control, la soluzione proposta da TDE MACNO prevede l'impiego di un'unità AC/DC non rigenerativa e di sette Open Drive collegati in DC bus per il controllo sincronizzato di tutti i movimenti della macchina.
Il volano è motorizzato con un motore brushless ed impone la velocità di linea della macchina. Tutti gli altri movimenti sono sincronizzati in asse elettrico ed in particolare le gabbie sono mosse da motori asincroni mentre le nastratrici prevedono dei motori brushless. Un cenno particolare lo merita il controllo dell'avvolgitore nel quale è stato realizzato un controllo di tiro indiretto, ovvero senza l'uso di celle di carico, il cui compito è quello di tenere sempre tesa la corda. Le tarature degli azionamenti sono state impegnative a causa delle non linearità presenti nella trasmissione (soprattutto i giochi meccanici dei riduttori), dell'elasticità delle cinghie e delle grandi inerzie in gioco.

